VANITY OF THE SCREAM / LA VANITA’ DELL’URLO

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VANITY OF THE SCREAM
by Marco Coraggio
Synopsis:
They share a single expression: they are screaming. A continuous scream, silent and deafening all at once.
Yet, above them, life goes on.
One by one, men, women, children, and the elderly enter the scene, seen from above, walking across that world of faces with absolute indifference, never looking down. Each follows their own path, immersed in the routine of daily life.
The orderly, seemingly normal movement of everyday life contrasts with that ceaseless scream that no one seems willing to hear. It could be the scream of a people, a mother, a child, or an ordinary man. It could be the scream of us all.
Then, suddenly, the entire scene shatters like a massive crystal floor.
The fragments fall away, slowly revealing a black-and-white face: the iconic figure from Edvard Munch’s *The Scream*.
The face that, throughout the video, seemed to belong to others is, in reality, our own.
The modern world has accustomed us to viewing war through everyday images, things we watch and hear, yet we “keep walking.” Life moves forward while, somewhere else, someone is screaming.
The final fracture alludes to the illusion of safety—of being shielded from the pain of others by that crystal floor, a fragile barrier standing between us and the barbarity of life.
When that surface breaks, we realize the scream does not belong to someone else; it is ours. It belongs to all of humanity.
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VANITA’ DELL’URLO
di Marco Coraggio
Sinossi:
Una moltitudine di volti, visti dall’alto e disposti secondo un rigido schema reticolare, riempie lo spazio.
Sono volti accomunati da una stessa espressione: urlano. Un grido continuo, silenzioso e assordante allo stesso tempo.
Sopra di loro, però, la vita continua.
Uno alla volta entrano in scena visti dall’alto uomini, donne, bambini e anziani che camminano, attraversando quel mondo di volti con assoluta indifferenza, senza guardare. Ognuno segue il proprio percorso, immerso nella quotidianità.
Il movimento ordinato e apparentemente normale della vita quotidiana contrasta con quell’urlo incessante che nessuno sembra voler ascoltare. Il grido potrebbe essere quello di un popolo, di una madre, di un bambino, di un uomo qualunque. Potrebbe essere il grido di tutti.
Poi, improvvisamente, l’intera scena si frantuma come un enorme pavimento di cristallo.
I frammenti cadono scoprendo lentamente un volto in bianco e nero: l’iconica figura de L’Urlo di Edvard Munch.
Il volto che per tutto il video sembrava appartenere agli altri è, in realtà, il nostro.
Il mondo contemporaneo ci ha abituati a vedere la guerra attraverso immagini quotidiane che guardiamo, ascoltiamo, eppure “continuiamo a camminare”. La vita procede mentre, altrove, qualcuno urla.
La frattura finale allude all’illusione di essere al riparo, separati dal dolore degli altri grazie al pavimento di cristallo, fragile filtro collocato tra noi e la barbarie della vita.
Quando quella superficie si rompe, comprendiamo che l’urlo non appartiene a un altro ma è il nostro. Dell’intera Umanità.
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Soundtrack by Marco Coraggio ©2026
Video Footage & Editing by Marco Coraggio
Graphic & Communication Design by Teresa Coraggio

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